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Determinazione della concentrazione
plasmatica di Creatinfosfochinasi (CPK) durante una gara a
tappe di ciclismo
Durante il recente Giro d'Italia
2003 è stata misurata la concentrazione plasmatica
dell'enzima Creatinfosfochinasi (CPK) in un gruppo di sei
ciclisti.
E' stata usata una metodica fotometrica a riflessione (Refloton
Bayer) su campioni di sangue venoso prelevati circa 2 ore
dopo il termine della corsa. La metodica utilizzata non prevedeva
di discriminare fra le CPK di origine muscolare da quelle
di origine cardiaca.
Le misure sono state effettuate a partire dalla 10° tappa
fino alla 19° tappa, periodo durante il quale la competizione
prevedeva tappe di diversa lunghezza ed altimetria, una prova
a cronometro (43 km) e un giorno di riposo.
I risultati sono riassunti nella tabella di seguito: come
si vede non tutti i giorni sono stati testati tutti e sei
i soggetti.
I dati ottenuti sono stati analizzati sia
in funzione della data di acquisizione (grafici a sinistra),
sia della lunghezza della tappa espressa in km (grafici a
destra).
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Ad una prima analisi si nota come tutti i
soggetti, tranne MA, mostrino una andamento della concentrazione
di CPK simile, sia in funzione della data che della lunghezza
della tappa; i risultati del soggetto MA hanno andamento in
funzione della data opposto al resto dei soggetti analizzati.
Molti dubbi suscitano i risultati ottenuti durante la nona
giornata (29 maggio), quando ben quattro soggetti su cinque
testati mostrano una concentrazione di CPK ai limiti inferiori
del range misurato dall'apparecchiatura.
Analizzando l'andamento della concentrazione di CPK in relazione
alla data (grafici a sinistra), questa sembra aumentare durante
le prime sette tappe; nella giornata di riposo (settima giornata)
la concentrazione di CPK ha una brusca diminuzione che persiste
anche durante l'ottava tappa.
Ciò deve essere interpretato come un accumulo della
fatica durante lo svolgimento della gara a tappe; un solo
giorno di riposo sembra essere sufficiente a ridurre drasticamente
il valore di CPK senza però riuscire a riportarlo a
condizioni basali.
La concentrazione di CPK sembra essere correlata alla lunghezza
della tappa.
La concentrazione di CPK rilevata al termine della prova a
cronometro è paragonabile a quelle misurata al termine
delle prove in linea più lunghe (più di 200
km).
Questo lavoro è stato possibile grazie alla collaborazione
del Dr. Alberto Dolci.
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