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Un caso di destrocardia
Durante la visita per il rilascio del certificato di idoneità alla pratica sportiva agonistica di un giovane (12 anni) veniva registrato il tracciato elettrocardiografico ridisegnato a sinistra.


Invertiti gli elettrodi il tracciato si normalizzava (ridisegnato sopra a destra), palesando così una destrocardia fino allora misconosciuta. La diagnosi è stata confermata dall'ECOgrafia cardiaca che confermava il situs visceri inversus (ventricolo morfologicamente sinistro posto a destra e viceversa, aorta a destra e vena cava a sinistra).
Una successiva ECOgrafia addominale confermava la trasposizione di milza e fegato, entrambi regolari per morfologia e dimensioni.


Sindrome del QT Lungo (LQTS)
Si presenta alla nostra osservazione una giovane (12 anni) per il rilascio del certificato di idoneità per la pratica dello sport agonistico. Viene registrato il tracciato ecg a riposo ridisegnato sotto a sinistra. L'attenzione del medico visitatore è stata attirata dalla forma inusuale dell'onda T, evidente soprattutto in DII e DIII. Una precisa misurazione del tracciato permette di quantificare la durata dell'intervallo QT (440 ms), della frequenza cardiaca (64/min) e dell'intervallo QT corretto per la frequenza cardiaca (454 ms); le tre misure sono state fatte in DII, esattamente sui complessi QRS mostrati.


Al culmine dell'esercizio (Harvard step test) viene registrato il tracciato ecg ridisegnato sopra a destra: QT=320 ms, fc=145/min QTc=491 ms; le tra misure sono state fatte in DII.
I valori misurati di QTc sia a riposo che durante esercizio sono oltre la norma, suggestivi di un QT lungo patologico.
E' stato possibile confrontare i tracciati ecg registrati nel 2002 con i tracciati registrati sempre presso il nostro Centro nel 2000, quando la paziente si presentò per il primo rilascio del certificato di idoneità.
Il tracciato ecg a riposo (ridisegnato sotto a sinistra) mostrava fc=78/min QT=380 ms e QTc=436 ms mentre il tracciato ecg registrato al culmine dell'esercizio (ridisegnato sotto a destra) mostrava fc=173/min, QT=260 ms e QTc=440 ms.

Nell'evidente sospetto di una sindrome del QT lungo, la giovane paziente è stata inviata per accertamenti presso la Fondazione S. Maugeri, Università di Pavia, Ambulatorio di Cardiologia Molecolare dalla prof. Priori e dalla d.ssa Bloise.
E'stata fatta diagnosi di SQTL e posta la paziente in cura con betabloccanti (controindicata la partica sportiva agonistica, consentita una moderata attività fisica).

Le note particolari scaturite da questo caso sono, a nostro parere, tre.
1) E' nostra impressione che per il riconoscimento della SQTL durante la visita di idoneità, oltre al dato inconfutabile e irrununciabile di una precisa misurazione del tracciato ecg, sia a volte l'occhio del medico visitatore a riconoscere una forma strana dell'onda T, che occupa prevalentemente la parte finale del'intervallo QT.
2) La giovane paziente mostrava una tracciato francamente patologico solo in occasione della seconda visita (12aa) mentre durante la prima visita (10aa, non ancora menarca) i reperti erano ancora, a nostro avviso, nei limiti di normalità.
3) In ogni caso dubbio, dato l'impatto psicologico e la reale gravità di una diagnosi di SQTL, è abitudine del nostro Centro inviare il pazienti presso centri altamente qualificati per la diagnosi di questa patologia, quale quello diretto dalla prof.ssa Priori, che ringraziamo.


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